Diagnosi Clinica del Diabete Mellito tipo 2: una bella Realtà ignorata dai Diabetologi, e non solo.

Alla domanda “Bedside Diagnosis T2DM” Google offre circa 161.000 risultati:

https://www.google.it/search?q=bedside+diagosis+T2DM&ie=utf-8&oe=utf-8&gws_rd=cr&ei=tFpLVeTeLcj6UM3egbgI

Interessante ed illuminante è la prima pagina, in cui sono indicati 9 miei lavori su dieci References.

Il senso e il significato di quanto sopra è senza dubbio chiaro persino allo scolaretto di Gregory Bateson. Non si può negare che, anche senza ricevere risposta da Colleghi, “professori”, Ministro della Salute, Direttori di quotidiani e agenzie di informazione, da Giornalisti e nemmeno dal Presidente del mio Ordine dei Medici, il nome di chi scrive è legato indissolubilmente alla diagnosi clinica del Diabete Mellito, fatta cioè con un fonendoscopio a partire dal primo dei suoi cinque stadi: il Reale Rischio Congenito del T2DM.

Non è necessario spiegare l’importanza di riconoscere dalla nascita, in modo quantitativo, usando un comune fonendoscopio chi è predisposto alla patologia diabetica. Infatti, questa è la condizione per poter finalmente, e con poca spesa, organizzare su vasta scala, anche nei Paesi sottosviluppati come il nostro, la Prevenzione Primaria del T2DM, ben diversa dal costoso screening, i cui fallimentari risultati sono a tutti noti: il T2DM è una epidemia in continuo aumento.

Fortunatamente, i soggetti realmente predisposti al T2DM, arruolati nella prevenzione, possono guarire in breve tempo sottoponendosi alla non costosa Terapia Quantistica.

Di questo, e non solo di questo, parlerò il 23 Maggio pv. alle ore 15 nell’Auditorium dell’Hotel Santoli nella Lectio Magistralis, che terrò nel corso del V Congresso Nazionale della SISBQ. V. la locandina in www.sisbq,org

I diabetologi, che non hanno finora osato muovermi apertamente critiche, hanno la nuova occasione per farlo coram populo. Se accetteranno questo invito, saranno ascoltati da un ampio numero di Medici, non dai loro stretti, silenziosi ed ossequienti discepoli, in mia assenza.

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