Unità Microvascolotessutale del pannicolo adiposo mammario nel Sano, nel Terreno Oncologico e nel Reale Rischio Congenito di Cancro al Seno.

In questo blog, ho dedicato precenti articoli divulgativi alla diagnosi clinica del cancro del seno a partire dal suo Reale Rischio Congenito, illustrando la relazione tra struttura e funzione del pannicolo adiposo della mammella e l’insorgenza del locale tumore maligno, argomento originale di notevole valore eziopatogenetico, diagnostico e di prevenzione pre-primaria e primaria: V. gli articolo in www.sisbq.org.

E’ definitivamente dimostrato che il tessuto adiposo non è una struttura di riempimento praticamente inerte, ma una vera e propria ghiandola a secrezione interna ad elevata attività funzionale, come evidenziano i microvasi addossati alla membrana cellulare degli adipociti ed accolti talvolta in sue invaginazioni longitudinali, non circondati da un evidente interstizio di Comel.

Le adipochine, secrete fisiologicamente in elevata quantità, svolgono azioni autocrine, paracrine e ormonali, di natura anti-infiammatoria, anti-neoplastica, stimolante la produzione anticorpale, e ghiandolare, illustrata nei precedenti lavori.

In questo articolo è descritta l’unità microvascolotessutale del pannicolo adiposo nel sano, maschio e femmina, nel Terreno Oncologico e nel Reale Rischio Congenito di cancro del seno.

Mediante la Microangiologia Clinica, www.semeioticabiofisica.it,  ho corroborato  la teoria sostenuto dal mio Maestro, Prof. Sergio B. Curri, circa l’assenza nel pannicolo adiposo mammario umano di AVA Gruppo A e B, tipo I e II, sec. Bucciante. In altre parole, nell’adipe della mammella mancano fisiologicamente importanti strutture emoregolative come quelle sopra ricordate. Di conseguenza, la regolazione della flow-motion locale è delegata ai normali DEB tipo I e II, gli ultimi ubiquitari.

Questo essenziale dato di anatomia microscopica evidenzia chiaramente che il flusso microcircolatorio nel tessuto adiposo mammario è costantemente intenso, a causa di una attività elevata e persistente dell’adipocita, sec. la Teoria dell’Angiobiopatia.

Nel maschio sano, di base, nel tessuto adiposo mammario, si osserva attivazione microcircolatoria di tipo I , associato: durata della diastole del “cuore periferico”, sec. Claudio Allegra, di 8 sec. (NN = 6 sec.), che spiega il maggior livello di energia libera endocellulare nei confronti di quello del sesso femminile:  il Tempo di Latenza del Riflesso mammella -gastrico aspecifico è infatti 12,5 sec.

Nella donna sana, la microcircolazione è quella ormai nota: diastole del “cuore periferico” uguale a  6,5 sec., e pertanto il Tempo di Latenza nel sesso femminile è 9,5 sec.

Nel Terreno Oncologico la presenza di Dispositivi Endoarteriolari di Blocco (DEB) “fisiologici”,  di tipo I (= la pressione intensa fa scomparire il riflesso ureterale medio) spiega il Tempo di Latenza ancora nella norma, ma la Durata del riflesso mammella-gastrico aspecifico è patologica: durata uguale o maggiore di 4 sec. – 6 sec.

Infine, nel Reale Rischio Congenito di Cancro del Seno, sono presenti i caratteristici DEB neoformati-patologici, tipi I, sottotipo a) oncologici, causa della ridotta flow-motion e quindi delle alterazioni tipiche dei valori parametrici del riflesso.

In conclusione, la situazione anatomo-funzionale microcircolatoria nel pannicolo adiposo della mammella, differente nelle varie condizioni esaminate, sottolinea l’importanza dello studio della Microangiologia Clinica a fini diagnostici, di monitoraggio terapeutico e di prevenzione pre-primaria e primaria del cancro del seno.

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